Scritto da F. Bertoglio

Il 16 Lug 2013

La morale non è altro che un problema di posizione, vale a dire di relazione e postura. In altre parole l’imperativo kantiano scritto non soltanto nella ragione in quanto principio, bensì tradotto in quel principio che è il nostro corpo; fisico, familiare e sociale. Per esso, in questo momento storico, può valere la massima: «Non chiedere quello che il tuo Paese può fare per te, chiediti cosa tu puoi fare per il tuo Paese» (J. F. K.). Purché quel “tu” sia davvero un “io voglio”, non importa quale sia l’esito della nostra azione, bensì solo il contributo autentico che essa apporta al corpo sociale. Il resto è solo rumore.

Verdi noccioli

Verdi noccioli salutano il treno – già argentati

Sotto il fico già crescono le rose

Sotto il fico già crescono le rose – farfalle gialle

Cala la sera sugli odori d’estate

Cala la sera sugli odori d’estate – lucciole gialle.

Legni giganti

Legni giganti nella morsa del freddo – addormentati

Nebbia dipinta

Nebbia dipinta sulle campagne stanche – trillo d’uccelli

Albedo grigio

Albedo grigio – nel cielo azzurro di madreperle

Volteggia svelta

Volteggia svelta – tra i rami spinosi la cinciallegra

Scorre il treno

Scorre il treno sul ponte annerito – fiume di nebbie

Farfalle d’oro

Farfalle d’oro tra binari lucidi – pallide nebbie

Scosse dal vento

Scosse dal vento applaudono le foglie – lucide d’acqua

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