Il Signor T sfida la morte

Scritto da F. Bertoglio

Il 20 Feb 2013

Disse loro [ràbbi Yokhanan ben Zakkày ai discepoli]: «”Mettetevi a considerare quale sia la retta via da seguire”. Ràbbi Eli’èzer disse: “Un buon occhio”; ràbbi Yehoshù’a disse: “Un buon compagno”; ràbbi Yossé disse: “Un buon vicino”; ràbbi Shim’òn disse: “Essere previdenti”; ràbbi El’azàr disse: “Un buon cuore”. Rispose loro: “Trovo la risposta di ràbbi El’azàr figlio di ‘Aràkh migliore delle vostre, perché nelle sue parole sono comprese anche le vostre». Pirqê Avòt 2,9

Il Signor T fende l’aria. Pare una freccia scagliata sul nastro asfaltato da mani possenti. L’urlo del motore ronza senza alcun riguardo alla logica. Scommetto che nessuno di voi lettori assennati con le natiche inchiodate alla sedia vede di buon occhio questo scapestrato che rincorre la morte a cavalcioni della sua palla di cannone come il famoso Barone. Quella però non si ferma ad aspettarlo; gliel’ha giurata da gran tempo, svogliata, giacché la Signora è una vecchia amica del Signor T e gli usa il riguardo tutto suo d’esser sempre lì, beffarda, rifiutandolo come un cibo sgradito al palato. Così il Signor T prospera irriguardoso del tempo e del senno persuaso dell’improbabile miracolo d’esser ancora vivo, in barba al tempo che passa. Forse questo basta al suo cuore? A quel cuore corrotto che l’ha tradito sin dal primo vagito, stringendolo alla morte come fosse la sua sola verità? Lui se ne fa beffe di quella, del senno, della buona compagnia e del buon occhio e grida forte mentre sfreccia per via: “eppure, mia cara odiosa compagna, sono vivo!”, unendo in questo urlo di guerra tutti in un solo e medesimo destino. Alzi la mano chi ne è esente, chi non s’è protetto, chi non ha vissuto sfidando l’oscura Signora che aleggia sulla sua vita, l’unica verità che ci vede tutti fratelli, incapaci di seguire altra via che quella già tracciata. Così il Signor T si scopre fratello e sorella e madre e padre e figlio e figlia senza distinzione alcuna e senza riguardo alla materia e all’idea abbattendo il muro del suono come una palla di cannone lanciata con saggezza perfetta, girando i 124 km del circuito alla media di 179 km h.

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