Il destino e l’immaginazione

Scritto da F. Bertoglio

Il 14 Giu 2013

Se le macchine producono infinitamente, non accade così per l’uomo che rappresenta e rende intelligibile la realtà e se stesso in uno iato che separa i poteri creativi e immaginativi: in questa discrepanza risiede il male contemporaneo. La calamità morale del nostro tempo non affonda le sue radici nella voluttà o nella perfidia o nella licenziosità o nello sfruttamento, o nell’ipocrisia, bensì risiede tutta in un deficit di immaginazione. In effetti quanto l’immaginazione coglie come infinita verità morale, è totalmente opaco alla verità empirica. Separata l’una dall’altra, la percezione non ritrova altro che un senso prefabbricato che chiama addirittura “destino”, rivelando così la sua totale mancanza d’immaginazione e libertà. In effetti, però, la libertà è sempre se stessa; ciò che la degrada a miserabili cliché è l’illusione della nostra potenza.

Verdi noccioli

Verdi noccioli salutano il treno – già argentati

Sotto il fico già crescono le rose

Sotto il fico già crescono le rose – farfalle gialle

Cala la sera sugli odori d’estate

Cala la sera sugli odori d’estate – lucciole gialle.

Legni giganti

Legni giganti nella morsa del freddo – addormentati

Nebbia dipinta

Nebbia dipinta sulle campagne stanche – trillo d’uccelli

Albedo grigio

Albedo grigio – nel cielo azzurro di madreperle

Volteggia svelta

Volteggia svelta – tra i rami spinosi la cinciallegra

Scorre il treno

Scorre il treno sul ponte annerito – fiume di nebbie

Farfalle d’oro

Farfalle d’oro tra binari lucidi – pallide nebbie

Scosse dal vento

Scosse dal vento applaudono le foglie – lucide d’acqua

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